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Piazza Garibaldi, Menaggio, Lago di Como

Itinerario storico-artistico di Menaggio

Itinerari a Piedi

Menaggio possiede diversi monumenti storici che ricordano la sua importanza nel corso dei secoli. Nell’antichità era una città degna di nota per la sua posizione geografica privilegiata, nel punto in cui la Via Regina (strada che costeggia il lato occidentale del lago) incontrava la strada che attraverso la Val Menaggio portava a Lugano e alla valle del Ticino.
Questo itinerario circolare alla scoperta di Menaggio ha inizio in Piazza Garibaldi e sale a castello, l’antico borgo medioevale nella parte alta del paese. Il percorso è in gran parte pedonale.

Per i bambini proponiamo un divertente quiz da seguire insieme all’itinerario. Riconsegnato il quiz all’ ufficio turistico, i bambini riceveranno un piccolo omaggio. Così scoprire Menaggio diventa anche divertente per le famiglie

Descrizione

Il nostro itinerario ha inizio in Piazza Garibaldi dov’è ubicato l’ufficio Turistico.

A metà di Via Calvi troviamo la piccola chiesa di S. Marta del XVI secolo. Da osservare con attenzione sono i bassorilievi storici posti all’esterno di questa chiesetta. Uno è un frammento di lapide funeraria romana di Lucio Minicio Exorato, un importante funzionario imperiale del primo secolo d.C. Fu  ritrovata nel lago antistante le mura romane di Santa Maria Rezzonico, e qui trasferita nella prima metà del Cinquecento dall’umanista menaggino Francesco Calvi che riteneva di aver trovato nel nome Minicio l’origine del toponimo del paese.

Un altro reperto importante è una chiave d’arco in pietra del XV secolo con la raffigurazione a bassorilievo del castello di Menaggio, che è divenuta lo stemma comunale. Nella stessa chiesa, pregevoli tele, tra cui una Natività ed una Flagellazione del 1700. All’ingresso della chiesa è collocata un’originale acquasantiera medioevale.

In fondo a Via Calvi sorge la parrocchiale di Santo Stefano che sorse nel XVII sec. su un preesistente edificio romanico distrutto insieme al castello dalle milizie retiche nel 1523.  Perfino l’orientamento è rivolto in senso contrario a quello primitivo con l’entrata collocata sull’antica strada regina che transitava sul retro dell’attuale costruzione. Andiamo a vedere l’interno, le porte laterali durante il giorno sono sempre aperte.  L’interno, a tre navate, fu affrescato nel 800 dai Sueglia e da Luigi Tagliaferri. Notevole, nel catino dell’abside, il martirio di Santo Stefano. Nel presbiterio ci sono due quadri del pittore Castelli da Menaggio, rappresentanti due miracoli eucaristici: l’ostia sanguinante sotto il pugnale dei protestanti e un comunicando sacrilego che stramazza davanti a S.Carlo Borromeo.

Sopra l’altare della Madonna, troviamo una copia di un  dipinto di Bernardino Luini, importante pittore rinascimentale originario del Lago Maggiore. L’originale di questo dipinto a olio del 1520/1530 intitolato “la Madonna col Bambino e un angelo” viene anche  intitolato “ la Madonna di Menaggio”,  si trova al Louvre. Sulle colonne della chiesa sono raffigurati personaggi importanti menaggini come per esempio Castellino da Castello, nato nel 1491, fondatore a Milano delle scuole della dottrina cristiana ma dove i ragazzi imperavano anche a scrivere e leggere. Dunque le prime scuole pubbliche.

Nella navata di destra un telo di notevoli dimensioni ma di autore ignoto, raffigura S.Giorgio mentre l’altare del Sacro Cuore è ornato da stucchi settecenteschi di maestri intelvesi. Sempre nelle navate minori sono collocate due grandi tele di Scuola Fiamminga (sulla sinistra la nascita della Madonna e sulla destra la Pietà).

Ci spostiamo dietro la chiesa e proprio all’imbocco della via Castellino da Castello  troviamo uno dei  50 panelli  che fanno parte di un museo all’aperto. I pannelli sono posizionati lungo le  sponde e sulle montagne occidentali del Lago di Como e fanno parte di 4 percorsi tematici dell’itinerario “La fine della Guerra”.  A Menaggio ne troviamo due che ripercorrono gli eventi che potarono alla cattura e alla fucilazione del duce e dei gerarchi e questo pannello in particolare racconta La sosta e la partenza per Dongo.  Il 25 aprile 1945, Mussolini, dopo aver rifiutato le trattative con il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, lasciò Milano e prese la via del lago. Dopo una sosta a Menaggio, si unì con i suoi fedelissimi ad una colonna militare tedesca in ritirata verso i passi alpini che venne fermata da un posto di blocco partigiano fra Musso e Dongo.

Comincia la salita al quartiere Castello lungo via Castellino da Castello. I ragazzi sono presi a contare i gradini per i loro quiz dunque non si lamenteranno. Lungo la salita, che domina la cittadina, si ha modo di osservare pregevoli portali. All’angolo con Via Strecioum notiamo la casa natale di P. Gabriele Malagrida, gesuita menaggino, martirizzato a Lisbona nel 1761 sotto il regime dispotico di Pombal.

Stiamo entrando nel borgo medioevale di Menaggio. E’ probabile che il castello di Menaggio abbia avuto origini fra l’ottavo e il decimo secolo. Il luogo era particolarmente strategico e  la sua funziona primaria era quella di controllare dall’alto il transito sulla via regina nel punto in cui  il tracciato si biforcava verso l’Alto Lago e il lago di Lugano. La rocca era pressoché imprendibile ma dopo secoli  fu comunque distrutto durante l’occupazione delle milizie retiche nel 1523. Conserva tuttavia le imponenti mura perimetrali che si possiamo ammirare in più punti.

Si cammina in mezzo a strette viuzze che nascondono alcuni reperti interessanti medioevali. Sulla facciata della casa al civico 54, si trovano per esempio due notevoli reperti del XI, rappresentanti un felino alato ed una coppia. Le sculture provengono dalla chiesa di San Giacomo che sorgeva nella vicinanze.

Sui ruderi del castello troviamo la chiesa San Carlo, una delle prime dedicate al Santo milanese. Presenta un bellissimo  campanile a vela. Fu fatta erigere da Cinzio Calvi  affinché servisse da sepolcro per lui e la moglie Caterina Camozzi. Nella cappella di sinistra una tela con i SS. Fermo, Apollonia e Agata; a destra, l’Addolorata con Cristo Morto.

Arrivati in fondo alla Via Castellino da Castello proseguiamo a sinistra e seguiamo Via N. Sauro. Appena dopo 20 m, prima di un piccolo parcheggio, prendiamo una stradina selciata a sinistra fiancheggiando i muraglioni. Oltrepassato un altro piccolo parcheggio  imbocchiamo Via Fabbri dove incontriamo alcuni reperti scultorei che risalgono al XII secolo. Proprio all’inizio della via, collocata sulle spallette di un cancello, si trova una testa del toro di San Luca , databile intorno al 1100. Nella medesima strada si trova una fontana detta “del Salvatore” che ha, nell’ arco sovrastante, un busto in rilievo quasi illeggibile; la sua datazione può essere contemporanea al toro di S.Luca. In fondo alla Via Fabbri sbuchiamo di nuovo in Via Castellino da Castello e la seguiamo a destra per alcuni metri per poi imboccare la Via Strecioum a sinistra.

In fondo alla via proseguendo alcuni metri arriviamo a una dei ponti sul Sanagra, tra i più caratteristici e pittoreschi, il ponte di Caravaggio. Qui ci troviamo su un tratto dell’Antica Strada Regina, una importante vie di transito dell’antichità, poiché permetteva un rapido collegamento tra la Pianura Padana e l’Oltrealpe. Al centro del ponte, in una nicchia, ammiriamo il bassorilievo di Vannuccini (1965), che rappresenta San Giovanni Nepomuceno, patrona dei ponti. A destra, la cappella dedicata alla Madonna di Caravaggio.

Torniamo sui nostri passi e giriamo a sinistra seguendo la Via per Loveno per poi girare ancora a sinistra in Via Leoni che  seguiamo fino in fondo. Attraversiamo Via Lusardi e passiamo davanti alla chiesetta di San Rocco, costruito nel 1772.

Imbocchiamo Via Roma e passiamo davanti al Lido di Menaggio costruito nel 1934, un buon esempio dello stile razionalista.

Arriviamo poi sul Lungolago Benedetto Castelli dove si trova il monumento dedicato alla tessitrice di Francesco Somaini, donato dalla famiglia Mantero che, sulle sponde del fiume Sanagra, aveva una delle sue più antiche e prestigiose seterie. La seteria dava lavoro a tante donne della zona che, prima di iniziare il lavoro dovevano magari percorrere chilometri sui ripidi sentieri per arrivare sul posto di lavoro. Un monumento dunque alla “Tessitrice” che lo scultore ha realizzato, interpretandone il suo lavoro e le fatiche. Nel marmo, in alto si intravede in in negativo la sagoma di una tessitrice, mentre sotto è un susseguirsi di drappeggi cascanti al suolo.

Proseguendo sul bellissimo Lungo Lago, che offre una vista splendida su Varenna e Bellagio, passiamo davanti al Grand Hotel Victoria.  Arriviamo in Largo Cavour dove troviamo un pannello con delle immagini antiche di Menaggio. Girato l’angolo ci ritroviamo in Piazza Garibaldi.

Volete scoprire altro? Raccomandiamo  il percorso “Menaggio e i suoi Borghi”, un itinerario circolare di 3 ore sempre partendo da Piazza Garibaldi.

Indicazioni stradali e parcheggio

Indicazioni stradali →